Una suntuosa noce africana: il karitè.
Quando parliamo di karitè, in Europa, ci riferiamo al burro che si estrae dal nocciolo contenuto nel frutto di un albero imponente – il Karitè, appunto – che è considerato sacro in Africa, dove viene chiamato "L'albero della giovinezza". Cresce soprattutto in Mali, Sudan, Costa d’Avorio e Burkina Faso e può arrivare a 15 metri di altezza. Dal suo nocciolo viene estratto questo grasso naturale, completamente privo di odore e sapore ma ricchissimo di vitamine e sostanze nutritive, che gli africani usano sia a scopo alimentare e sia in medicina e in cosmetica fin dai tempi più remoti. Vediamo un po’ come si ottiene.
La lavorazione della noce è antichissima: i frutti non vanno colti dall’albero ma raccolti dal suolo e, tradizionalmente, sono le donne a occuparsene. Quando arriva il momento della raccolta, i noccioli vengono separati dalla polpa e fatti seccare a terra o nei granai. Poi li si tosta, li si frantuma, li si pesta per un bel pezzo e, infine, li si impasta per bene e a lungo. Una preparazione artigianale e laboriosa, che vede le donne dei villaggi lavorare insieme in ogni sua fase. Il burro che si ottiene viene fatto bollire ed eccolo là: grasso vegetale purissimo al 100%, chiaro, cremoso e concentrato. Se lo volessimo usare così, al naturale, ne dovremmo prendere quantità minime, strofinarle bene tra le mani per farle sciogliere con il calore del corpo – diventa un’emulsione setosa - e vedere quanto si riesce a spalmare. Sembra non finire mai, è ricchissimo.
Anche gli usi che se possono fare sembrano non finire mai: è un ottimo cicatrizzante, per cominciare. Labbra spaccate, mani rovinate, cicatrici che non spariscono, piaghe e piaghette, arrossamenti? Burro di karitè, subito. E’ emolliente e idratante e lo si applica nelle zone del corpo che tendono a seccarsi: gomiti, ginocchia, talloni, mani. Se state perdendo peso o se siete in gravidanza, applicatene a volontà per prevenire le smagliature. Protegge la pelle sia dal gelo che dal sole, isolandola dalle inclemenze del clima e dai raggi UVA. Se poi il sole lo avete già preso e vi siete scottate, ha un eccezionale potere lenitivo e riparatore. Una delle sue maggiori qualità è proprio la sua forza rigenerante.
Come le donne africane sanno da sempre, è un ottimo cosmetico naturale che nutre la pelle e ha un’azione anti-disidratante, ovvero aiuta la pelle a conservare l’acqua al suo interno e la mantiene tonica ed elastica. Può essere usato anche per i capelli: usato come impacco è una portentosa maschera nutritiva e trasforma i capelli secchi in una chioma liscia e setosa. Ed è facile intuire quanto sia utile nella composizione di prodotti anti-età per il viso, il collo e il decolleté: rallenta l’invecchiamento cutaneo e lo si usa per prevenire e attenuare le rughe e i segni dell’età.
Cibo per la pelle, insomma, ed essendo un prodotto naturale – e noi, qui, parliamo solo di prodotti naturali – è perfetto anche per le pelli più delicate e sensibili, compresa quella dei bebè, che protegge da arrossamenti e dermatiti.
E’ un prodotto che arriva dall’Africa, dicevamo all’inizio. Da alcuni dei paesi più poveri dell’Africa, per l’esattezza, quindi del mondo. Una risorsa preziosa che la natura ha regalato a luoghi come il Burkina Faso e il Mali, dove le donne impegnate nella raccolta si sono costituite in associazioni di raccoglitrici e produttrici del Karitè dando vita a un gran numero di progetti sostenuti dalla cooperazione internazionale e da organizzazioni umanitarie provenienti da varie parti del mondo, tra cui l’Italia. Donne coraggiose e solidali tra loro che, insieme, producono reddito, sostengono la famiglia e la comunità e lottano per uno sviluppo ed un’economia più giusti.
Pubblicato il 02 Marzo, 2010

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