Trucchi da dietista
Oggi ero a confessarmi dalla dietista, ché la mia natura fondamentalmente gaudente mi impone di avere una dietista per amica con una certa frequenza o - per meglio dire e senza nulla togliere alla simpatia della suddetta nonché pazientissima dietista - più spesso di quanto vorrei. E riflettevo a voce alta sulle contraddizioni di questa stagione dell'anno che, da una parte, ti rende motivatissima a perdere i chiletti di troppo - lo spauracchio della prova-bikini, il tripudio di colori delle verdurine di stagione con le loro promesse di vitamine e salute, la voglia di aria aperta e movimento - ma dall'altra moltiplica anche le tentazioni epicuree, dannazione, almeno per quanto mi riguarda: gli aperitivi all'aperto con i loro bei cocktails estivi, gli stravizi zuccherini con i gelati al primo posto, il vinello bianco fresco per accompagnare la cena... i peccati di gola di stagione, insomma. Voi non ne siete tentate? Io sì. Anche troppo.
Riflettevo su questo dalla dietista, insomma, cercando di non cedere al lamento e di elaborare, piuttosto, delle strategie che fossero in linea col sacro principio che lei mi ha insegnato: che certe piccole trasgressioni sono inevitabili, di tanto in tanto, e che l'importante è concedersele con serenità e senza farne un dramma, adottando magari qualche accorgimento per smaltirne gli effetti senza aspettare che questi si accumulino. Il rischio, altrimenti, è che costringersi a trattare se stesse con la severità di un sergente dell'esercito abbia come conseguenza il crollo nell'anarchia e negli stravizi compensatori non appena smetti di essere a dieta, e che i chili faticosamente persi si trasformino, quindi, in ciccia nuova e più grassa di prima. Ed è che il cervello è un organo dispettoso e, alla lunga, non ama vedersi represso più di tanto.
"Ma può benissimo capitare, ogni tanto, di andare fuori a cena anche se si è a dieta", mi diceva lei. "Ordini con sensatezza, ovviamente: meglio gli spaghetti con la bottarga che le lasagne, è chiaro. E, se beve un po' più di vino, il giorno dopo beva tanta acqua e si muova un po' di più per eliminare le tossine." Sono cose che ormai so, certo: tutte noi che sappiamo di dovere stare attente al peso sappiamo che si fa così. Ogni tanto va ricordato, tuttavia, e confrontarsi con gli esperti dà comunque la carica. E così, visto che mi sentivo in vena di confessioni, ho tirato fuori il problema che più mi sta ostacolando, in queste prove tecniche di dieta di inizio estate: "Sa, ultimamente sono tentata dai dolci più del solito. Dalle cose alla crema, soprattutto. Non capisco, i dolciumi stanno diventando la cosa a cui meno riesco a resistere, è un dramma..." Lo è. Con o senza strategie, i bignè alla crema sono profondamente incompatibili con i dimagrimenti. La dietista mi ha guardato sospirando. "Provi ad arricchire lo yogurt con mezzo cucchiaino di cacao amaro", ha azzardato. "Sono poche calorie e potrebbe funzionare per mettere a tacere la voglia di dolci..."
Siamo rimaste un po' pensierose. Poi, il suo colpo di genio: "Oppure, sa cosa potrebbe ingannare il suo cervello? Ha presente i bagnoschiuma alla vaniglia, alla fragola, alla cannella? In fondo la vaniglia è un odore più che un sapore, e immergercisi dentro nella vasca potrebbe agire su certi centri nervosi fino a renderli sazi o addirittura stufi di questo tipo di aromi. Provi." Ho avuto la certezza immediata che avesse ragione. Sono corsa a rifornirmi: bagnoschiuma a tutti gli aromi mangerecci del mondo, da quelli cremosi a quelli alla frutta.
E funziona.
Ormai la vaniglia mi fa pensare ai massaggi sotto la doccia, più che alla pasticceria all'angolo. Mi ci tuffo dentro, invece di mangiarla, e anziché ingrassare profumo.
Mi pare geniale, come trucco.
Pubblicato il 14 Maggio, 2010

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