Paese che vai, igiene che trovi
Un bravo viaggiatore sa calarsi nella cultura dei paesi che visita, è aperto e rispettoso delle differenze, che considera un arricchimento, e, in qualsiasi circostanza, è più interessato a comprendere che a giudicare. Allo stesso tempo, essere un bravo viaggiatore vuol dire anche conoscere i propri limiti – nonché quelli del proprio sistema immunitario – e sapere quali accorgimenti adottare per evitare di sottoporre il proprio corpo a rischi che potrebbero compromettere la riuscita del viaggio o, addirittura, la propria salute a medio o a lungo termine. Se siamo in procinto di partire per qualche meta esotica e lontana, quindi, è bene tenere presente alcune regole igieniche.
- Servizi pubblici: il livello di pulizia e di tecnologia dei bagni pubblici di un paese va di pari passo con il suo livello di sviluppo. In paesi come l'Egitto, il Nepal, la Cina, è bene avere sempre con sé fazzolettini di carta e salviette umidificanti. Attenzione, però, a non gettarle nello scarico: le tubature, in quei paesi, non sono fatte per reggere il passaggio della carta e si rischia di intasarle. I cestini accanto alle toilette servono anche per la carta igienica.
- Acqua: nei paesi extraeuropei, quella del rubinetto andrebbe evitata anche laddove risulterebbe potabile, giacché il nostro organismo ha gli anticorpi per difendersi dai batteri nostrani ma non da quelli che gli risultano sconosciuti. Naturalmente, attenzione anche al ghiaccio, ai succhi di frutta allungati con l'acqua e così via. Nelle località fuori mano o poco sicure, potrebbe essere una buona idea usare l'acqua in bottiglia anche per lavarsi i denti. Nel Nepal e lungo tutto il tratto dell'Himalaya, l'aspetto cristallino dell'acqua che scende dalle montagne può essere ingannevole: non bevetela, giacché sono moltissimi quelli che ci fanno il bagno dentro o ci buttano rifiuti. E attenzione a non bagnarsi nell'acqua del Nilo e, in generale, nei corsi d'acqua dolce dell'Africa e del Medio Oriente, specie se si hanno ferite aperte: lì la bilharziosi (una grave infezione parassitaria che evolve in malattia cronica) è endemica.
- Cibo di strada: ho notato spesso che, specie tra i turisti più giovani, c’è un po’ l’idea che il bravo viaggiatore debba subito familiarizzarsi con il cibo di strada.
Non è del tutto vero. Perché: a) non abbiamo il sistema immunitario preparato ai batteri non familiari, come dicevamo a proposito dell'acqua; 2) esistono malattie, come la difterite amebica, che possono essere trasmesse dal cibo e che causano problemi gravi; 3) gli stessi abitanti del luogo, specie da un certo livello socio-culturale in su, si guardano bene dal mangiare in certe bancarelle. Per quanto appetitosi possano apparire gli stuzzichini in vendita all'aperto, quindi, osservate le condizioni igieniche del cibo e anche il comportamento degli abitanti del luogo, prima di lanciarvi a vostra volta nell'assaggio. Più una bancarella è frequentata, maggiore è il ricambio e la freschezza del cibo. Gli alimenti lasciati in esposizione possono essere contaminati dalle mosche, oltre che intaccati dal caldo: consumate solo cibo appena cotto o frutta appena tagliata, meglio se da sbucciare. - Sistemazioni notturne di fortuna: se il vostro è un viaggio avventuroso e avete deciso sostare in pensioncine o guest house, lungo il tragitto, un lenzuolo da viaggio potrebbe essere più maneggevole e leggero – e, d'estate, molto meno caldo – di un sacco a pelo. Esistono inoltre dei necessaire da viaggio che si chiudono a portafoglio e, una volta aperti, possono essere appesi a un gancio o alla maniglia della porta: utilissimi per tenere lo spazzolino da denti e gli altri prodotti a portata di mano e al sicuro nello stesso tempo.
- Farmacia da viaggio: a meno che la vostra meta esotica non sia una grande città o, comunque, un luogo attrezzato per il turismo, è bene avere una piccola scorta di prodotti che potrebbero risultare utili: un antibiotico intestinale, qualcosa per alleviare i sintomi della diarrea, un disinfettante, un insettifugo e una pomata antistaminica per calmare il prurito dovuto ai morsi di insetto. Eventualmente, assorbenti interni (in certi paesi sono difficili da reperire, fuori dalle grandi città) e profilattici.
Detto questo, vale la pena ricordare che, con un pizzico di buon senso, i viaggi non comportano rischi maggiori di quelli che normalmente corriamo nelle trafficate strade delle nostre città o sul lavoro, a casa o in qualsiasi normale attività. Godetevi l'avventura, quindi, pronte ad accogliere con allegria gli imprevisti, che la renderanno ancora più interessante.
Pubblicato il 13 Luglio, 2010

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